Li ho conosciuti una sera per caso, mentre fotografavo un’eruzione. Un amico mi aveva portato lì all’improvviso, com’è sempre con le eruzioni: non lo sai prima, ci vai quando succede. Anche loro erano sul posto, a guardare. Ci siamo ritrovati lì, nel buio, davanti al vulcano che lavorava. Non sapevo ancora che avrei fotografato il loro matrimonio.
Quando mi hanno chiamato, era già chiaro che volevano qualcosa di preciso. Valeria è di Furci Siculo. Roberto è di Palermo. Vivono a Letojanni, lavorano insieme a Taormina e sull’Etna, nella stessa azienda. Lui guida sul vulcano. Lei nel turismo. Fin dalle prime telefonate mi avevano chiesto una cosa speciale, e ho fatto di tutto per accontentarli.
Il giorno del matrimonio sono andato prima da Valeria, a Furci Siculo. La casa era piena: la sorella, la nipote, la famiglia stretta. L’abito appeso, i telefoni in mano per immortalare ogni secondo, le mani che allacciavano i bottoni sul retro del vestito uno per uno. Valeria con una bottiglia di prosecco tra le mani e quegli occhi spalancati, sul punto di stapparla. Ho fatto una foto attraverso le stecche della persiana, la luce che filtrava e tagliava il suo viso a metà.
Nonostante l’atmosfera festosa dovevo lasciare la casa della sposa, ma niente paura: con lei è rimasta la mia seconda fotografa a raccogliere i momenti, mentre io andavo da Roberto, a Letojanni, un casello autostradale di distanza. Quando sono arrivato non sono rimasto affatto deluso, anche lì l’atmosfera era gioiosa. Mi aspettava quasi pronto, con la camicia e i pantaloni, circondato dagli amici e con il supporto dei genitori arrivati da Palermo. In ottobre in Sicilia fa caldo, quindi non aveva fretta di finire di vestirsi. Abbiamo fatto delle foto sul balcone, i tetti sotto, la luce piatta del primo pomeriggio. Non c’era tensione, non c’era ansia. Solo un uomo che aspetta il momento.
Sono tornato a Furci Siculo. Valeria stava finendo di vestirsi. È uscita con il papà verso la macchina che l’avrebbe portata alla Chiesa di Santa Maria del Rosario, in Piazza Sacro Cuore. All’uscita una zia, invece di tirare il riso, gliel’ha versato direttamente in testa. Roberto non se l’aspettava.
La cerimonia finita, ci siamo spostati a Taormina, al Belvedere di Via Pirandello. Era già buio. La piazzetta da cui si vede l’Isola Bella, il posto in cui Roberto le aveva chiesto di sposarla. Il buio e le luci della costa hanno fatto il resto.
La cena si è tenuta alla Tenuta Pietrabianca, vicino a Giarre. Grande sala bianca, tavoli rotondi, ottobre e la pioggia fuori che bussava. Gli Sventuras, un trio rock and roll travolgente e scenico, hanno coinvolto tutti con la loro musica fino a farli alzare dalle sedie. Sposi in testa. Una cena ricca, tanti invitati, energia che non calava. Nel frattempo aveva smesso di piovere: il lancio del bouquet e il taglio della torta sono stati fatti in giardino.
Qualche giorno dopo ci siamo dati appuntamento per salire sull’Etna. Uno di quei mezzi da escursione, oltre i 2000 metri. Neve alta, lava nera, vento. Erano in abiti da sposi, con le scarpe da trekking. Non è stata un’idea mia. Loro volevano così, e aveva tutto il senso del mondo: era il loro posto.
Eravamo già amici da quella sera davanti all’eruzione. E si vedeva anche questo.
Semplicemente perfetto.
Volevamo un fotografo professionale e non protagonista, e con Carmine siamo stati in una botte di ferro. Sempre disponibile, ci ha dato sempre la sensazione di essere in pieno controllo della situazione. Non ci ha mai imposto una posa particolare, ma ci ha seguito durante la giornata cogliendo i momenti di maggiore spontaneità. Lo consiglio vivamente a tutti.
Salire sull’Etna oltre i 2000 metri con due sposi in abito da cerimonia e scarpe da trekking non capita tutti i giorni. L’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa, e ogni eruzione ne modifica forma e paesaggio. È una delle poche location al mondo dove lo storytelling fotografico ha tutto il materiale che serve: luce estrema, texture lunare, orizzonte aperto. Per un fotografo di matrimonio è un ambiente che non perdona gli errori e non ne lascia passare nemmeno uno inosservato. Il Metodo True Story funziona esattamente così: stare nel posto degli sposi e non sbagliare il momento.
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Carmine Prestipino è fotografo di matrimonio specializzato in storytelling matrimoniale in Sicilia — Taormina, Catania, Messina e dintorni — disponibile per destination wedding in tutta Italia e in Europa e per matrimoni internazionali su richiesta.
Cerimonia: Chiesa di Santa Maria del Rosario, Furci Siculo
Ricevimento: Tenuta Pietrabianca, Giarre
Musica: Sventuras Band
Fotografia: Carmine Prestipino — Metodo True Story